Claudia, assaggiatrice di biscotti
Ecco qui una nuova carta da visita per mestieri immaginati:
Nel retro c’è scritto:
Palato fine, guance paffute.
Delicata signorina tonda che assaggia bontà a tutte le ore.
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Ecco qui una nuova carta da visita per mestieri immaginati:
Nel retro c’è scritto:
Palato fine, guance paffute.
Delicata signorina tonda che assaggia bontà a tutte le ore.
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Tornata da Trento, dove ho aperto e chiuso la mostra di Cocurucù in un baleno, portandola forzutamente su e giù dai treni.
A Trento si teneva il Convegno Genere e Precarietà. Oltra alla mostra, insieme a Caterina Satta, sociologa all’Università di Padova, abbiamo proposto una prima parte di riflessione teorica sul progetto.
Oggi ho aperto la cassetta delle richieste di nuovi biglietti per mestieri immaginati. trovando bellissime proposte: accarezzatrici di gatte, odalische, nuotatrici in mari caldi, spostatrici di nuvole, .. e altri racconti preziosi.
Grazie a tutti e a tutte per la gentilezza, l’accoglienza e per tutti gli spunti di riflessione regalati!
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Cocurucù Biglietti da visita per mestieri immaginati Da una serie di interviste sui mestieri desiderati, nasce una raccolta di biglietti da visita disegnati per mestieri immaginati. Un espediente giocoso per una dialettica tra lavori reali e inventati, abituali o fuori dal comune.
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Dove: cortile interno della Facoltà di Sociologia – via Verdi 26, Trento
Quando: 13-14 novembre dalle 9 alle 18
Inaugurazione: venerdì 13 aprile ore 17.30
* Cocurucù è all’interno delle iniziative del Convegno Genere e Precarietà, organizzato dal Centro Studi Interdisciplinari di Genere dell’Università di Trento.
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La mostra è finita subito. Il poco tempo è stato quello giusto per mettere un primo punto sul progetto e per avere voglia di proseguire. L’idea, intanto, è di riproporla presto, ampliandola a una riflessione sociologica sugli umori e i vissuti legati ai propri lavori.
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Caterina Satta, sociologa dell’Università di Padova, ha scritto un testo di introduzione alla mostra, che ripropongo qui sotto:
Eccolo:
È un mondo di colori e di fantasia, quello scelto da Elisa Bertolotti per raccontare il lavoro ai tempi della flessibilità precaria. Tempi in cui il lavoro si è frammentato in una pluralità disomogenea di forme e modalità contrattuali. Tempi in cui “se hai 30 minuti ti spiego che lavoro faccio…” e alla fine non è detto che il tuo interlocutore abbia realmente capito. Mancano sempre più le parole per dire del nostro lavoro e dei patchwork lavorativi composti sul filo della passione e di una sopravvivenza retributiva. Una carenza del linguaggio che rivela e produce una mancanza di riconoscimento sociale ed economico di questi lavori e di chi li svolge. In questo vuoto si inserisce il lavoro di Elisa Bertolotti in cerca di un nuovo lessico per dire questo mondo indicibile e farlo emergere paradossalmente attraverso quegli stessi strumenti che simboleggiano nel quotidiano un’affermata posizione lavorativa: i biglietti da visita.
Da una serie di interviste nate un po’ per scherzo e realizzate per più di un anno ascoltando racconti, sfoghi e sospiri sul lavoro di amici, conoscenti e sconosciuti, la sua ricerca si è trasformata in un bel progetto illustrato di biglietti da visita per mestieri immaginati in mostra dal 22 al 27 aprile al Libraccio di Milano all’interno delle iniziative del Fuorisalone 2009.
È nello spazio dato al desiderio che i mestieri nel cassetto prendono forma tra acquarelli e carta grezza e, biglietto dopo biglietto, ci fanno lievitare all’interno di un mondo lavorativo inesplorato. Scopriamo così traiettorie imprevedibili, fili rossi, intrecci tra lavori reali e lavori immaginari e possibili legami tra gli stessi mestieri inventati che come nei più classici biglietti espongono e offrono inusuali competenze.
La scelta ricercata dei colori, ben armonizzati tra forti e tenui, ridà al lavoro quella leggerezza che fa da contrappunto alla pesantezza quotidiana dei lavori veri. Non perché quest’ultimi siano ripetitivi, anzi, le tavole sui lavori veri mostrano come i proprietari di questi biglietti da visita svolgano già lavori creativi e innovativi. Chissà allora cos’è che rende il vivere lavorativo così pesante? Elisa Bertolotti cerca di rispondere a questo quesito non perseguendo il tono della denuncia bensì dando spazio al possibile e al bisogno di evasione. Solleticando i desideri più che le lamentele trova un modo originale e creativo per parlare della nuova questione lavorativa evidenziando al contempo una strada su cui incamminarsi se si vuole vivere il lavoro e non esserne dominati.
C’è luce e c’è vita in questi biglietti. Il tratto semplice ed essenziale evoca il sapore di un lavoro artigianale fatto con cura, con lentezza e sapienza. Così ci sembra quasi di sentire gli odori e i sapori di questi mestieri che tanto hanno a che fare con un godimento olfattivo, tattile, visivo, uditivo e gustativo di cui da lavoratori veri serbiamo solo il ricordo e il forte desiderio. C’è chi assaggia biscotti, chi canta, chi “va a spasso”, chi cerca stelle cadenti o chi semplicemente cerca un materasso comodo per riposare. Emerge una voglia e un forte bisogno di corporeità in un mondo del lavoro fattosi sempre più immateriale e asettico. Questi biglietti sono spie in controluce del malessere di un’umanità che mettendo in produzione le proprie passioni, ponendo al centro del proprio quotidiano lavorativo la comunicazione e le relazioni tra cose e persone sta forse perdendo il filo di comunicazione con sé stessa e il senso di tutto questo lavorare. L’eccesso di astrazione e volatilità di questa società rischia di portare troppo lontano…..Ecco perché, come i biglietti da visita mostrano, quella presenza così forte di pance, di bocche, di nasi e di tutta quella corporeità che ci siamo lasciati alle spalle ma che ancora ribolle dentro di noi.
Con un pizzico di malizia e spirito fanciullesco Elisa Bertolotti tocca il cuore, in senso figurato e non, della questione e mostra dunque delicatamente un altro modo per stare al mondo, attingendo mani e piedi ai nostri desideri. Il suo lavoro ci ricorda nuovamente che nella creatività artistica possiamo trovare spunti per ricucire legami, anche solo acquarellati, tra l’immaginario e l’ordinario che troppo intelletto disincantato rischia di recidere.
Buone spasseggiate!
Caterina Satta
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Ecco alcune immagini dalla mostra da poco terminata!
Un famoso Catering Sciamanico Romagnolo ha preparato, dalla paletta dei colori dei disegni, i biglietti da visita commestibili e tutte le cose da bere colorate!
Alla mostra c’era anche la possibilità di mettere nella cassetta delle lettere le richieste di biglietto da visita. All’apertura della cassetta, abbiamo trovato, tra le altre, richieste per dialogatrici verdi, allietatrici di ambienti, dispensatrici di buoni consigli, rieggregatrici di nuclei famigliari.
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.Grazie a tutti per essere passati, avere lasciato biglietti, per le belle segnalazioni!
E un grazie speciale a Chiara, Julio, Denise, Maristella, Edoardo!
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Cocurucù
Biglietti da visita per mestieri immaginati
Da una serie di interviste sui mestieri desiderati, nasce una raccolta di biglietti da visita disegnati per mestieri immaginati. Un espediente giocoso per una dialettica tra lavori reali e inventati, abituali o fuori dal comune.
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Dove: Libraccio, viale Candiani 102, Milano
Quando: 22, 23, 24 e 27 aprile 2009 dalle 9 alle 19.00
Inaugurazione: martedì 21 aprile ore 17.30 con il catering sciamanico romagnolo di Denise Lombardi!
.* Cocurucù è all’interno delle iniziative del Fuorisalone 2009 e parte del circuito D.O.C. / Dergano Officina Creativa!
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Martedì prossimo 21 aprile apre a Milano Cocurucù, una mostra di 4 giorni dedicata al progetto dei biglietti da visita per mestieri immaginati!
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In data odierna, si indicono due incredibili concorsi a premi!
* Concorso 1: disegno di carta da visita falsa per tuo mestiere immaginario. I partecipanti mi dovranno inviare una mail, con scritto: a) che mestiere vorrebbero fare, b) una descrizione sintetica del lavoro immaginario, c) una descrizione di max 3 righe del mestiere/i che fa veramente. Tra un mese, si deciderà, con criteri assolutamente discutibili, il vincitore o vincitrice del Concorso, che potrà andare a dire in giro che fa una cosa che non esiste, visto che ha la businness card disegnata che lo attesta.
* Concorso 2: estrazione casuale dei nuovi biglietti della fortuna. Ah, qui è più facile. Le prime 5 persone che scriveranno nei commenti un numero da uno a 50 avranno, nei prossimi giorni, su questo blog, la fotografia del biglietto estratto!
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Continuano i disegni di studio per la raccolta di biglietti da visita per mestieri immaginari. I mestieri disegnati sono frutto di interviste a persone incontrate. Loro mi hanno dato la descrizione del lavoro immaginario e di quello/quelli reali, e io sto pian piano facendo i disegni.
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Dea, creatrice di infusi e pozioni magiche per la realizzazione dei propri desideri
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Serena, Rockstar
Erede di Barbie rock-star e Shirley Manson. Ad ogni concerto ipnotizzo le decine di migliaia di fan che instancabili cantano tutte le mie canzoni!
Quando non sono in tournée faccio la lettrice di oroscopi. Preferibilmente stando sdraiata sul divano o sul lettino al mare.
Alessandro, pilota di astronavi
Guido le astronavi dal mattino alla sera, viaggio tra le stelle e conosco alla perfezione tutta la via Lattea.
Quando le Signorine mi chiedono un passaggio, io mi diverto a scoprire nuovi cieli e nuovi paesaggi, da visitare e da esplorare.
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