I Biglietti dell’Oracolo M., appunti messicani

22:16

Dal Messico, dove Denise Lombardi sta facendo ricerche sullo neo-scamanismo, ci arriva il testo che accompagnerà I Biglietti dell’Oracolo M. in via Padova.

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Cosa facciamo quando disegniamo?

Senza scomodare i massimi esperti di epistemologia dell’arte, si potrebbe semplicemente rispondere che attraverso il disegno esprimiamo la nostra creatività, poniamo contorni alle nostre idee più bislacche o semplicemente traiamo spunto dagli oggetti che ci circondano e diamo loro una forma bidimensionale, trascriviamo, o meglio scriviamo nuovamente la realtà che ci appartiene. Una realtà che non necessariamente si situa nell’ambito del reale, spesso attiene all’immaginario, nel quale é possibile includere infinite realtà o innumerevoli mondi, non tutti tangibili, ma che contribuiscono a creare la percezione del reale in cui ognuno si situa.

Andiamo ancora un po’ oltre, e chiediamoci allora, cosa facciamo, quando disegniamo insieme ? Quest’ultima non è una condizione molto comune, il disegno o comunque l’espressione creativa del sé, è spesso visto come un atto solitario anche un po’ onanistico se vogliamo; quindi già l’idea di proporre un evento creativo a più mani, è un atto quasi sovversivo, che destabilizza il rapporto all’arte ma ristabilizza il rapporto all’altro…  E’ un po’ questo, quello che accade con I Biglietti dell’Oracolo M., ossia la condivisione allegra e disinibita di quello spazio “sacro” che è l’arte, “sacro” perché espressione del sé inteso come spazio privato, intimo, personale.

Ne I Biglietti dell’Oracolo M., é il gesto ad essere importante: qui prendono forma le emozioni, le visioni, i desideri, i viaggi, gli incontri, i timori, o semplicemente il quotidiano, e attraverso un rettangolo di carta porosa e ruvida, ognuno ha la libertà totale di esprimersi, con colori liquidi e pennelli magici che tratteggiano un po’ quello che vogliono loro e non solo quello che desidera il pittore del momento. E con un tratto appena abbozzato, un disegno compiuto, un accenno di ombra o una macchia di colore che inizia il gioco, e dopo un primo momento di spaesamento (“oddio ma io non sono capace a  disegnare!” È la prima obiezione), ci si prende la mano, e non si vorrebbe piu’ smettere. Si scopre cosi’ che tutti sappiamo disegnare qualcosa, e ci stupiamo della nostra capacità di esprimerci pittoricamente quando il bigliettino passa nelle mani di un’altra persona che deve apporre sul retro un’impressione, un’idea, un non-sense o l’associazione che il disegno ha suscitato…e già partecipare a questo gioco potrebbe essere sufficiente come esperimento ludico e creativo. Ma con l’oracolo proseguiamo ancora e arriva il momento in cui si estraggono i bigliettini, e qui il circolo virtuoso si compie (apparentemente) ma non si chiude, anzi si schiude alle infinite interpretazioni attribuite da colui che sorteggia il Biglietto, che diviene cosi’ un oggetto un po’ feticcio che dà un consiglio o un monito, o strappa un sorriso o una breve riflessione … e cosi’ si potrebbe continuare all’infinito, tra una chiacchiera e un sorriso, un pensiero ingombrante e un disegno leggero, condividendo uno spazio mentale dove l’arte (quella “piccola” e personale) diviene collettiva e condivisa, ed assume una dimensione e una forza che trascende il segno del singolo soggetto e diventa linguaggio comune, nel quale é possibile ritrovarsi per confrontarsi e manifestare le proprie emozioni, e creare cosi’, dall’insieme di colori e tratti apparentemente casuali, nuove interpretazioni, non soluzioni ultime, ma possibili piste da percorrere, seguendo tracce di colore e grafismi anarchici, per ricreare ciascuno a proprio modo cosmologie  in perpetuo divenire.

L’arte non è un modo per guadagnarsi da vivere.Ma è un modo molto umano per rendere la vita molto più sopportabile. Praticare un’arte, non importa a quale livello di consapevolezza tecnica, è un modo per far crescere la propria anima, accidenti! Ballate ascoltando la radio. Raccontate storie. Scrivete una poesia a un amico, anche se non vi verrà una bella poesia. Voi scrivetela meglio che potete. Ne avrete una ricompensa enorme. Avrete creato qualcosa. Kurt Vonnegut, Un uomo senza patria, Minimum Fax, Roma 2006, pp. 27-28

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Denise Lombardi, antropologa e apolide riminese. Dottoranda in antropologia religiosa all’ École Pratique des Hautes Études- Sorbonne-Paris. Si occupa di neo-sciamanismo in Europa e Messico, per le sue ricerche sul campo segue sciamani Otomi che impartiscono conoscenze “ancestrali” ad Europei in cerca di nuove forme di spiritualità.

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EXTRA

21:51

dal 13 al 19 aprile c/o LOFT21, Via Padova 21 Milano

organizzato da WHOMADE e [1+2=8]

Martedì 13 aprile, h19, si terrà presso LOFT21 in Via Padova 21 – zona Loreto, l’inaugurazione di “EXTRA” un’esposizione che gioca a costruire un immaginario sfalsato rispetto al senso comune delle cose.

In una Via Padova scenario di recenti polemiche, nasce la necessità di andare oltre, oltre i pregiudizi, le paure e l’ignoranza. Quale miglior soluzione se non quella di ridare un nome ed un senso alle cose lasciando che sia l’interpretazione di ognuno ad attribuire loro un nuovo significato? Un significato extra, che possa oltrepassare i confini del certo e dell’ordinario, stimolando un nuovo immaginario, per comprendere che forse ciò che ci appare diverso e distante, contemporaneamente ci accomuna e ci fa conoscere.

Organizzato in uno spazio straordinario come LOFT21, l’evento “EXTRA” si pone come un contenitore di nuovi e a volte improbabili linguaggi, in cui i lavori – extra-ordinari, extra-urbani, extra-comunitari extra-terrestri - di una schiera di creativi, da architetti e designer ad artisti fino ad agronomi, coinvolgono il pubblico in un gioco continuo di trasformazioni di oggetti e di creazione di nuovi significati.

Adami Massimiliano | Agriturismo Don Lucifero | CoseAtre | CTRLZAK design | I biglietti dell’oracolo M. | Ibebi design | Gherardo Frassa | Massalla Design | Minove | Resign | [1+2=8] | Whomade | COMMONuncommon | Loft21

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Ad EXTRA ci saranno anche i Biglietti dell’Oracolo M. con un workshop sabato 17 a colazione!

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Dalla mostra di Trento

23:34

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Tornata da Trento, dove ho aperto e chiuso la mostra di Cocurucù in un baleno, portandola forzutamente su e giù dai treni.

A Trento si teneva il Convegno Genere e Precarietà. Oltra alla mostra, insieme a Caterina Satta, sociologa all’Università di Padova, abbiamo proposto una prima parte di riflessione teorica sul progetto.

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Oggi ho aperto la cassetta delle richieste di nuovi biglietti per mestieri immaginati. trovando bellissime proposte: accarezzatrici di gatte, odalische, nuotatrici in mari caldi, spostatrici di nuvole, .. e altri racconti preziosi.

Grazie a tutti e a tutte per la gentilezza, l’accoglienza e per tutti gli spunti di riflessione regalati!

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Cocurucù in mostra a Trento!

14:56

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Cocurucù Biglietti da visita per mestieri immaginati Da una serie di interviste sui mestieri desiderati, nasce una raccolta di biglietti da visita disegnati per mestieri immaginati. Un espediente giocoso per una dialettica tra lavori reali e inventati, abituali o fuori dal comune.

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Dove: cortile interno della Facoltà di Sociologia – via Verdi 26, Trento
Quando: 13-14 novembre dalle 9 alle 18
Inaugurazione: venerdì 13 aprile ore 17.30

* Cocurucù è all’interno delle iniziative del Convegno Genere e Precarietà, organizzato dal Centro Studi Interdisciplinari di Genere dell’Università di Trento.

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La pesca di ottobre!

13:58

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Ecco arrivata la pesca del primo autunno!

Nei biglietti, si sono sedimentati i viaggi, le paure, ossessioni, desideri e auguri disegnati e scritti in coro dalle persone incontrate.

I primi 6 che passando di qui lasceranno un numero da 1 a 30 avranno prossimamente estratto un biglietto della fortuna!

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Percorsi sonori della Galleria Parmeggiani

19:20

E’ on line il sito dedicato all’ascolto delle storie della Galleria Anna e Luigi Parmeggiani dei Musei Civici di Reggio Emilia.

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* Podparmeggiani

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Cocurucù! Il progetto continua!

14:45

La mostra è finita subito. Il poco tempo è stato quello giusto per mettere un primo punto sul progetto e per avere voglia di proseguire. L’idea, intanto, è di riproporla presto, ampliandola a una riflessione sociologica sugli umori e i vissuti legati ai propri lavori.

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Caterina Satta, sociologa dell’Università di Padova, ha scritto un testo di introduzione alla mostra, che ripropongo qui sotto:

Eccolo:

È un mondo di colori e di fantasia, quello scelto da Elisa Bertolotti per raccontare il lavoro ai tempi della flessibilità precaria. Tempi in cui il lavoro si è frammentato in una pluralità disomogenea di forme e modalità contrattuali. Tempi in cui “se hai 30 minuti ti spiego che lavoro faccio…” e alla fine non è detto che il tuo interlocutore abbia realmente capito. Mancano sempre più le parole per dire del nostro lavoro e dei patchwork lavorativi composti sul filo della passione e di una sopravvivenza retributiva. Una carenza del linguaggio che rivela e produce una mancanza di riconoscimento sociale ed economico di questi lavori e di chi li svolge. In questo vuoto si inserisce il lavoro di Elisa Bertolotti in cerca di un nuovo lessico per dire questo mondo indicibile e farlo emergere paradossalmente attraverso quegli stessi strumenti che simboleggiano nel quotidiano un’affermata posizione lavorativa: i biglietti da visita.
Da una serie di interviste nate un po’ per scherzo e realizzate per più di un anno ascoltando racconti, sfoghi e sospiri sul lavoro di amici, conoscenti e sconosciuti, la sua ricerca si è trasformata in un bel progetto illustrato di biglietti da visita per mestieri immaginati in mostra dal 22 al 27 aprile al Libraccio di Milano all’interno delle iniziative del Fuorisalone 2009.
È nello spazio dato al desiderio che i mestieri nel cassetto prendono forma tra acquarelli e carta grezza e, biglietto dopo biglietto, ci fanno lievitare all’interno di un mondo lavorativo inesplorato. Scopriamo così traiettorie imprevedibili, fili rossi, intrecci tra lavori reali e lavori immaginari e possibili legami tra gli stessi mestieri inventati che come nei più classici biglietti espongono e offrono inusuali competenze.
La scelta ricercata dei colori, ben armonizzati tra forti e tenui, ridà al lavoro quella leggerezza che fa da contrappunto alla pesantezza quotidiana dei lavori veri. Non perché quest’ultimi siano ripetitivi, anzi, le tavole sui lavori veri mostrano come i proprietari di questi biglietti da visita svolgano già lavori creativi e innovativi. Chissà allora cos’è che rende il vivere lavorativo così pesante? Elisa Bertolotti cerca di rispondere a questo quesito non perseguendo il tono della denuncia bensì dando spazio al possibile e al bisogno di evasione. Solleticando i desideri più che le lamentele trova un modo originale e creativo per parlare della nuova questione lavorativa evidenziando al contempo una strada su cui incamminarsi se si vuole vivere il lavoro e non esserne dominati.
C’è luce e c’è vita in questi biglietti. Il tratto semplice ed essenziale evoca il sapore di un lavoro artigianale fatto con cura, con lentezza e sapienza. Così ci sembra quasi di sentire gli odori e i sapori di questi mestieri che tanto hanno a che fare con un godimento olfattivo, tattile, visivo, uditivo e gustativo di cui da lavoratori veri serbiamo solo il ricordo e il forte desiderio. C’è chi assaggia biscotti, chi canta, chi “va a spasso”, chi cerca stelle cadenti o chi semplicemente cerca un materasso comodo per riposare. Emerge una voglia e un forte bisogno di corporeità in un mondo del lavoro fattosi sempre più immateriale e asettico. Questi biglietti sono spie in controluce del malessere di un’umanità che mettendo in produzione le proprie passioni, ponendo al centro del proprio quotidiano lavorativo la comunicazione e le relazioni tra cose e persone sta forse perdendo il filo di comunicazione con sé stessa e il senso di tutto questo lavorare. L’eccesso di astrazione e volatilità di questa società rischia di portare troppo lontano…..Ecco perché, come i biglietti da visita mostrano, quella presenza così forte di pance, di bocche, di nasi e di tutta quella corporeità che ci siamo lasciati alle spalle ma che ancora ribolle dentro di noi.
Con un pizzico di malizia e spirito fanciullesco Elisa Bertolotti tocca il cuore, in senso figurato e non, della questione e mostra dunque delicatamente un altro modo per stare al mondo, attingendo mani e piedi ai nostri desideri. Il suo lavoro ci ricorda nuovamente che nella creatività artistica possiamo trovare spunti per ricucire legami, anche solo acquarellati, tra l’immaginario e l’ordinario che troppo intelletto disincantato rischia di recidere.

Buone spasseggiate!
Caterina Satta

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Cocurucù

01:38

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Cocurucù
Biglietti da visita per mestieri immaginati
Da una serie di interviste sui mestieri desiderati, nasce una raccolta di biglietti da visita disegnati per mestieri immaginati. Un espediente giocoso per una dialettica tra lavori reali e inventati, abituali o fuori dal comune.

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Dove: Libraccio, viale Candiani 102, Milano

Quando: 22, 23, 24 e 27 aprile 2009 dalle 9 alle 19.00

Inaugurazione: martedì 21 aprile ore 17.30 con il catering sciamanico romagnolo di Denise Lombardi!

.* Cocurucù è all’interno delle iniziative del Fuorisalone 2009 e parte del circuito D.O.C. / Dergano Officina Creativa!

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Cocurucù

12:31

Martedì prossimo 21 aprile apre a Milano Cocurucù, una mostra di 4 giorni dedicata al progetto dei biglietti da visita per mestieri immaginati!

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Stabilianti concorsi a premi!

15:34

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In data odierna, si indicono due incredibili concorsi a premi!

* Concorso 1: disegno di carta da visita falsa per tuo mestiere immaginario. I partecipanti mi dovranno inviare una mail, con scritto: a) che mestiere vorrebbero fare, b) una descrizione sintetica  del lavoro immaginario, c) una descrizione di max 3 righe del mestiere/i che fa veramente. Tra un mese, si deciderà, con criteri assolutamente discutibili, il vincitore o vincitrice del Concorso, che potrà andare a dire in giro che fa una cosa che non esiste, visto che ha la businness card disegnata che lo attesta.

* Concorso 2: estrazione casuale dei nuovi biglietti della fortuna. Ah, qui è più facile. Le prime 5 persone che scriveranno nei commenti un numero da uno a 50 avranno, nei prossimi giorni, su questo blog, la fotografia del biglietto estratto!

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